Vaccino Covid: modulo del consenso informato

13 Gennaio 2021 | News

Il 27 dicembre scorso il Governo ha dato via al piano vaccini anti-covid.

Le prime dosi somministrate sono quelle della Pfizer-BioNTech in relazione al quale è stato predisposto un modulo di consenso informato e una nota informativa che il paziente deve sottoscrivere prima di ricevere il trattamento medico.

Innanzitutto, i cittadini che si sottopongono al vaccino sono tenuti a fornire le loro generalità, vale a dire nome, cognome, luogo e data di nascita, numero di telefono e tessera sanitaria.

Questo, però, solo dopo aver preso visione degli Allegati che illustrano le caratteristiche del vaccino stesso e averle correttamente intese, anche grazie all’aiuto del personale sanitario presente al momento della sua somministrazione.

Il modulo infatti richiede esplicitamente che il paziente sia stato informato con parole “chiare” – quindi non in astratto ma in relazione alla sua concreta capacità cognitiva – circa “i benefici ed i rischi della vaccinazione, le modalità e le alternative terapeutiche, nonché le conseguenze di un eventuale
rifiuto o di una rinuncia al completamento della vaccinazione con la seconda dose”.

Recita inoltre il documento: “in presenza di due Professionisti Sanitari addetti alla vaccinazione ho posto domande in merito al vaccino e al mio stato di salute ottenendo risposte esaurienti e da me comprese”.
In altri termini, il personale sanitario deve essere in grado di rispondere a tutte le domande poste dal paziente in merito al trattamento medico così da potere prestare il suo consenso in modo assolutamente consapevole.

La nota informativa invece è un documento che indica le principali caratteristiche del vaccino, la composizione e il suo funzionamento.

Si legge infatti che il vaccino “è usato al fine di prevenire la malattia COVID-19” inducendo l’organismo “ad attivare un meccanismo di protezione (quale la produzione di anticorpi) capace di prevenire l’ingresso nelle nostre cellule del virus responsabile di COVID-19 e di prevenire quindi l’insorgere della malattia”.

Quanto alle modalità di somministrazione, la nota indica che essa avviene tramite “iniezione nella parte alta del braccio”
Affinché il vaccino sia efficace deve essere inoculato due volte, a distanza di 21 giorni l’una dall’altra.

Tra le reazioni avverse riscontrate, invece, si possono annoverare gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, brividi, (molto comuni, ovvero un paziente su dieci) o ingrossamento dei linfonodi, (non comuni, cioè un paziente su cento).

Rare le reazioni allergiche che in ogni caso sono elencate puntualmente, così come la necessità di segnalare sempre ogni possibile reazione avversa al proprio medico curante.