Il regime fiscale delle vendite online

24 Febbraio 2021 | News

Negli ultimi anni si assiste a una progressiva diffusione del fenomeno delle vendite on line, attività quest’ultima che riguarda non solo le grandi catene commerciali ma anche i privati.

Quando però chi vende è tenuto a dichiarare il proprio guadagno?

In altre parole, in presenza di quali circostanze un soggetto è considerato un venditore di professione ed è dunque tenuto a rispettare gli adempimenti fiscali previsti per le imprese?

Sul punto il diritto risponde individuando tre tipologie di venditori, diversificate in base alla frequenza in cui viene esercitata l’attività commerciale e sulle quali, di conseguenza, graveranno obblighi e oneri distinti.

In sostanza l’elemento che differenzia una categoria dall’altra non è la natura dell’oggetto venduto, (ad esempio, nuovo o usato) né il fatto che l’oggetto stesso sia stato realizzato dal venditore quanto appunto la continuità delle vendite.

Partiamo, quindi, dalla figura del c.d. venditore episodico.

È il caso di chi, ad esempio, svuotando il proprio garage decide di vendere in tutto in parte i propri beni. 

In tale ipotesi, la cessione è svolta una tantum e il privato quindi non è tenuto a dichiarare nulla al fisco, indipendentemente dalla cifra ricavata e dal fatto che abbia avuto anche più di un solo acquirente.

Ciò che rileva in questa circostanza è la natura meramente episodica della vendita, il fatto cioè che non rientri in un’attività commerciale.

Diversa è invece la situazione del c.d. venditore occasionale di chi, cioè, acquista e rivende beni in modo sporadico anche se con una certa frequenza.

In un’ipotesi del genere, le vendite sono soggette all’Irpef e pertanto devono essere riportate dal venditore nella propria dichiarazione dei redditi sotto la voce “redditi diversi” in corrispondenza dell’anno fiscale in cui le vendite stesse sono avvenute.

In particolare, la cifra dovrà essere indicata al netto delle eventuali spese sostenute per ogni cessione, come ad esempio l’acquisto del bene, la sua realizzazione oppure il suo confezionamento.

Qui terminano i suoi obblighi nei confronti del Fisco: il venditore occasionale infatti può non emettere fattura, così come non è tenuto agli altri adempimenti fiscali quali l’Iva o l’Irap.

Va da sé che è sempre prudente per il venditore occasionale tenere una sorta di “documentazione personale” di ogni singola cessione realizzata.

Le scritture private, le mail e anche le chat sono tutti documenti che in caso di accertamento fiscale possono comprovare che l’attività commerciale è stata svolta occasionalmente e non sotto forma di impresa.

Il regime fiscale del venditore abituale è, infatti, decisamente più rigido così come quello di ogni altra attività d’impresa.

Oltre all’obbligo di fatturare e di tenere una contabilità ordinata, deve versare all’erario sia le imposte dirette (Irap, Irpef e Ires) che l’Iva