Decreto Ristori 5: cos’è e cosa prevede

13 Febbraio 2021 | News

A causa della crisi di governo e dell’incertezza politica di queste settimane slitta ancora l’entrata in vigore del c.d. Decreto Ristori 5.

Spetterà quindi al prossimo esecutivo dare seguito a un provvedimento il cui fine principale resta quello di prolungare la durate delle misure di sostegno già previste dai decreti precedenti e di introdurre alcune novità, in particolare per quel che riguarda il mondo dei professionisti.

L’assetto complessivo del Decreto Ristori 5 pare comunque destinato a rimanere immutato.

Da quanto emerge dalle prime anticipazioni sul testo, è previsto innanzitutto un allargamento della platea dei soggetti beneficiari dei contributi a fondo perduto destinati alle categorie maggiormente colpite dall’emergenza Covid.

In particolare, saranno eliminati i codici Ateco e saranno, invece, inclusi tra gli aventi diritto anche i professionisti iscritti agli ordini.

In secondo luogo, dovrebbe venire meno la distinzione tra zone (rossa, arancione, gialla), quale criterio per poter accedere alle misure di sostegno.

Con riferimento invece ai criteri di quantificazione dei ristori, potrebbero essere modificate sia le soglie del calo di fatturato, identificate nel provvedimento in esame tra il 30% e il 50 %, sia il periodo di riferimento per calcolarlo che verrà esteso a tutto il primo semestre del 2020.

Probabile anche un’estensione della cassa integrazione fino a un massimo 26 settimane tanto per gli assegni ordinari quanto per Cig in deroga, mentre si attendono ulteriori interventi per quel che riguarda la Naspi e l’indennità di disoccupazione.

Queste le misure al vaglio.

Occorrerà solo attendere la fine delle turbolenze politiche in modo da verificare se e in quali termini il quadro di interventi previsti dal Decreto Ristori 5 verrà confermato dal prossimo Governo.