Class Action europea a salvaguardia dei diritti dei consumatori

7 Gennaio 2021 | News

Circa un mese fa, il Parlamento Europeo ha approvato la normativa sulla c.d. “class action europea” che nei prossimi due anni diventerà operativa anche in Italia.

I negoziatori del Parlamento Europeo e del Consiglio hanno raggiunto un accordo sulle prime regole Ue per le cause collettive introducendo un modello armonizzato per l’azione in giudizio in tutti gli Stati membri a garanzia dei consumatori e assicurando nel contempo “appropriate salvaguardie” contro le liti temerarie, informa il Parlamento Europeo.

La nuova legge mira anche a migliorare il funzionamento del mercato interno, migliorando gli strumenti contro le pratiche illegali e facilitando l’accesso alla giustizia da parte dei consumatori

In poche parole sarà possibile avviare azioni congiunte nei casi di pratiche illegali che coinvolgono i consumatori di più paesi.

Prima dell’approvazione della nuova regolamentazione, tale opportunità era, invece, preclusa: i consumatori dei diversi stati membri, infatti, non avevano strumenti per rivendicare i loro diritti in modo congiunto nei casi di danno collettivo.

Dal punto di vista operativo, il meccanismo previsto è simile a quello della class action nazionale: soggetti qualificati, identificati dai singoli stati membri dell’Unione Europa, avranno la titolarità a rappresentare gruppi di consumatori per azioni condivise.

Gli ambiti di operatività della class action europea sono i più disparati: dalla protezione dei dati, all’energia, dai viaggi ai servizi finanziari, dal turismo e le telecomunicazioni fino ad ambiente, salute e diritti dei passeggeri.

Per scoraggiare azioni infondate e tutelare le imprese, la parte soccombente sarà tenuta a rifondere le spese di procedimento, in base al principio generale del “chi perde paga”.

Se da un lato la normativa appena entrata in vigore detterà i criteri di ammissibilità delle azioni “transfrontaliere”, quelle che regolano i procedimenti nazionali saranno fissate dal diritto interno,

In ogni caso, sarà necessario che ogni stato membro individui uno strumento che consenta all’organizzazione di consumatori di rappresentarli e quindi di richiedere sanzioni e di risarcire gli eventuali danni causati.